Rigenerare Le Ciminiere: architettura, comunità e futuro culturale di Catania
Dopo il rogo dell’Auditorium, IN/Arch Sicilia invita a valorizzare il complesso nato per essere un landmark architettonico, con concorso, gestione strategica e spazi aperti alla città
Published 23 dicembre 2025 – © riproduzione riservata
Il 3 agosto 2015 bruciava il rudere incompiuto del cosiddetto Centro Culturale “Le Ciminiere 2”, in cui erano state spese ingenti somme provenienti dalle risorse comunitarie coinvolgendo un progetto di architettura e di città cui non si è voluto dare esito; un luogo che avrebbe dovuto concentrare cultura e offerta di socialità insieme al sottoutilizzato Centro le Ciminiere.
In tale occasione l’IN/Arch Sicilia inviava al sindaco di allora Enzo Bianco una lettera firmata dal presidente Ignazio Lutri con una serie di riflessioni propositive.
L’11 novembre di quest’anno è bruciata la copertura dell’Auditorium del Complesso fieristico “Le Ciminiere”. Il 3 febbraio 2016 l’IN/Arch Sicilia salutava l’architetto Giacomo Leone, oggi scomparso, con un documento firmato da Lutri che ne ricostruiva la figura e che con affetto ricordava come negli anni della propria formazione universitaria, ogni rientro in treno a Catania gli aveva consentito di vedere crescere e poi ultimarsi la fabbrica del Complesso: “Il ciottolone nero del volume dell’Auditorium, prima avvolto nei ponteggi poi libero, si spingeva nella sua forma perfettamente controllata come nuovo segno architettonico, forse il primo forte e cosciente dopo decenni (ma anche l’ultimo da allora), di rapporto tra città e mare. Ma di questi segni era altresì ricca l’intera città: il suo centro storico (la grande Unitè di via Reclusorio del Lume), la Cittadella universitaria (gli edifici dell’INFN-Laboratori del Sud), Librino, e molti altri”.
Dal rogo, un’occasione di rinascita
Proprio il “Ciottolone” è oggi oggetto di discussione a seguito del rogo di novembre. Il progettista, premiato nel 2009 da IN/Arch Sicilia durante i festeggiamenti del decennale della Sezione con il Premio “una vita per l’architettura” consegnato a una figura professionale distintasi per aver dedicato la propria vita all’architettura, aveva concepito il manufatto architettonico come un landmark per la città e per i borghi marinari limitrofi che nella sua contemporaneità fosse in grado di dialogare con il paesaggio lavico costiero e di fare esso stesso paesaggio.
Il rogo ha compromesso la copertura dell’edificio in corso di manutenzione e, per la particolare importanza e il valore simbolico di un oggetto fulcro dell’intera composizione, l’IN/Arch esprime solidarietà alla famiglia Leone e al figlio Giovanni che ha presentato il lavoro del padre durante i lavori del Convegno “Nuovi paesaggi. Orizzonti per il progetto di architettura” svoltosi il 5 e 6 dicembre a Catania.
IN/Arch auspica la ricostruzione della sala da 1.200 posti dell’Auditorium, fortunatamente non perduto del tutto. Resiste al momento la seconda sala di 600 posti, sita nel catino in calcestruzzo armato salvatosi dal rogo che, insieme alla copertura, sono interpretabili come un intervento di “manutenzione straordinaria” e che, per l’elevata importanza del manufatto, vanno seguiti secondo le linee guida di un comitato tecnico-scientifico di qualità.
IN/Arch propone inoltre un concorso di progettazione per la riqualificazione dell’intero complesso delle Ciminiere, realizzando nuovi spazi e giardini pubblici aperti alla città, ripensando e integrando il sistema dei resti del Consorzio Agrario e le aree delle Ciminiere 2.
Si sostiene inoltre la necessità di avere un direttore generale del Complesso Culturale “Le Ciminiere” che coordini, coadiuvato da un comitato scientifico culturale, la strategia culturale di un complesso così importante a Catania, che per dimensioni eguaglia l’Auditorium di Renzo Piano a Roma ed è attualmente sottoutilizzato per le potenzialità che possiede.
Queste le riflessioni elaborate da IN/Arch Sicilia per un centro culturale contemporaneo aperto alla città e alle associazioni culturali, in linea con le esigenze di una Catania che aspira ad essere Capitale Italiana della Cultura.
Immagine di copertina: il Porto di Livorno (© Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale)

Presidente IN/Arch Sicilia. Dottore di ricerca in Progetto e recupero architettonico urbano e ambientale e già assegnista di ricerca in Composizione architettonica e urbana presso l’Università di Catania, Master di II livello in Paesaggistica presso Università di Firenze. Docente universitario a contratto nel Macro Settore Disciplinare 08/D1 Progettazione Architettonica e Architettura del Paesaggio dal 2003, è attiva nella ricerca progettuale, ha curato mostre di arte e architettura contemporanea e workshop scientifici internazionali di Architettura e Architettura del Paesaggio. Membro ricercatore collaboratore del CIAUD, Technical University di Lisbona dal 2013. Docente di Landscape Architecture, University of Oregon nel Summer Program di Kyoto, Giappone, nel 2015. Relatrice presso seminari scientifici internazionali. Autrice di saggi e volumi (“Didattica come sperimentazione progettuale sui nodi dell’identità urbana. Testo e contesto nella ricerca teorica” Gangemi, Roma, 2008, “Il progetto della memoria. Casi e strategie di progettazione architettonica e ambientale per la valorizzazione del patrimonio storico monumentale”, Gangemi, Roma, 2012, “Progetto del paesaggio urbano e memoria archeologica”, Aracne, 2022).


