Il Cutuliscio deve essere conosciuto, rispettato e valorizzato
Appello per il complesso di Catania, bruciato a novembre, alle Ciminiere: sia tutelata l’opera di Giacomo Leone e il suo valore architettonico e culturale
Published 5 agosto 2026 – © riproduzione riservata
Il 23 dicembre IN/Arch scriveva a proposito del Complesso fieristico “Le Ciminiere” di Catania e del suo Auditorium (conosciuto come Cutoliscio o Cutuliscio) dopo il rogo di novembre: “Il progettista (…) aveva concepito il manufatto architettonico come un landmark per la città e per i borghi marinari limitrofi che nella sua contemporaneità fosse in grado di dialogare con il paesaggio lavico costiero e di fare esso stesso paesaggio. Il rogo ha compromesso la copertura dell’edificio in corso di manutenzione e, per la particolare importanza e il valore simbolico di un oggetto fulcro dell’intera composizione (…) IN/Arch auspica la ricostruzione della sala da 1.200 posti dell’Auditorium, fortunatamente non perduto del tutto. Resiste al momento la seconda sala di 600 posti, sita nel catino in calcestruzzo armato salvatosi dal rogo che, insieme alla copertura, sono interpretabili come un intervento di “manutenzione straordinaria” e che, per l’elevata importanza del manufatto, vanno seguiti secondo le linee guida di un comitato tecnico-scientifico di qualità”.
Si torna a scrivere oggi del Padiglione C1 dopo l’esito, il 15 luglio, di una gara per la sua ricostruzione. Vincitore è il raggruppamento temporaneo d’imprese con Sab architettura ingegneria integrata (capogruppo mandataria) composto da Sicef srl, Cooprogetti, Studio Berlucchi srl e Area Engineering. Le proposte presentate sono state sottoposte agli esperti di un Tavolo tecnico per la ricostruzione.
Non stravolgiamo l’opera di Giacomo Leone
L’Ordine degli Architetti PPC di Catania chiede alla Città Metropolitana di non stravolgere l’opera di Giacomo Leone sposando la posizione del figlio Giovanni, per cui “l’immagine del Cutuliscio non va toccata”, perché non si tratta di un involucro qualsiasi. Giovanni Leone ricorda inoltre il valore materico dell’opera: il nero dei lapilli di pietra lavica sul quale si posavano i gabbiani come sui faraglioni di Acitrezza (Catania).
L’orientamento emerso dalla comunità catanese è largamente favorevole alla ricostruzione dell’immagine originaria dell’edificio. IN/Arch mostra ancora una volta solidarietà alla famiglia Leone e appoggia tale orientamento ricordando la qualità del complesso architettonico.
Il Centro culturale, fieristico e congressuale, presente nel Censimento MIBACT delle Architetture Italiane (2020) e tra le opere di architettura del tour previsto dal progetto “AFTER Festival Diffuso di Architettura in Sicilia” (vincitore del bando Festival di Architettura, Sicilia, 2023), rappresenta un’importante tappa nei viaggi di architettura contemporanea: nel 1995 è stato visitato da Balkrishna Doshi, nel 2018 insignito del Premio Pritzker. Alcune opere di Giacomo Leone sono state premiate da IN/Arch nel 1996, con Bruno Zevi vivente, e pubblicate su “L’Architettura Cronache e Storia”, mentre il suo operato ha ottenuto un riconoscimento speciale, sempre da IN/Arch, nel 2009.
Per IN/Arch un’opera di architettura, come tale va conosciuta, studiata, rispettata, valorizzata e un progetto contemporaneo che lavora su una preesistenza di qualità deve saper comprenderne il genius loci. I progettisti, dovrebbero agire nel rispetto del valore compositivo, affettivo, memoriale, simbolico del complesso e lavorare sul recupero dell’immagine dell’involucro realizzato da Leone, fulcro dell’intera composizione architettonica e landmark contemporaneo di eccellenza nel paesaggio locale. Potranno esprimersi sulla riqualificazione sostenibile dell’interior design e tecnologica.
Un concorso internazionale per l’intero complesso
IN/Arch Sicilia propone inoltre nuovamente quanto scritto a dicembre: l’auspicio di un concorso internazionale di progettazione per la riqualificazione dell’intero complesso delle Ciminiere. Servono nuovi spazi e giardini pubblici aperti alla città, serve ripensare e integrare il sistema dei resti del Consorzio Agrario e le aree delle Ciminiere 2.
Serve un direttore generale che coordini, coadiuvato da un comitato scientifico, la strategia di un complesso così importante a Catania, che per dimensioni eguaglia l’Auditorium di Renzo Piano a Roma ed è attualmente sottoutilizzato per le potenzialità che possiede.
Immagine di copertina: il Cutuliscio con la città e l’Etna sullo sfondo

Presidente IN/Arch Sicilia. Dottore di ricerca in Progetto e recupero architettonico urbano e ambientale e già assegnista di ricerca in Composizione architettonica e urbana presso l’Università di Catania, Master di II livello in Paesaggistica presso Università di Firenze. Docente universitario a contratto nel Macro Settore Disciplinare 08/D1 Progettazione Architettonica e Architettura del Paesaggio dal 2003, è attiva nella ricerca progettuale, ha curato mostre di arte e architettura contemporanea e workshop scientifici internazionali di Architettura e Architettura del Paesaggio. Membro ricercatore collaboratore del CIAUD, Technical University di Lisbona dal 2013. Docente di Landscape Architecture, University of Oregon nel Summer Program di Kyoto, Giappone, nel 2015. Relatrice presso seminari scientifici internazionali. Autrice di saggi e volumi (“Didattica come sperimentazione progettuale sui nodi dell’identità urbana. Testo e contesto nella ricerca teorica” Gangemi, Roma, 2008, “Il progetto della memoria. Casi e strategie di progettazione architettonica e ambientale per la valorizzazione del patrimonio storico monumentale”, Gangemi, Roma, 2012, “Progetto del paesaggio urbano e memoria archeologica”, Aracne, 2022).


