Bigger is Better? L’IN/Arch ne discute a congresso

 

Paola Valentini, presidente della neonata sezione Piemonte, introduce i temi del congresso nazionale a Roma e inaugura la collaborazione di IN/Arch con la nostra testata

 

 

Inizia oggi la collaborazione tra IN/Arch e il Giornale dell’Architettura con la predisposizione di una sezione dedicata alle attività del nostro Istituto, sia a livello nazionale che nell’articolazione delle diverse sezioni regionali ed interregionali, coordinata da IN/Arch Piemonte.

Tra pochi giorni, l’11 aprile a Roma si terrà il Congresso nazionale che si incentra sul tema “Bigger is Better?” [consulta qui il programma e scarica il modulo di iscrizione], interrogandosi su quale possa essere la via italiana all’innovazione e quali possano essere le prospettive per il futuro prossimo, tenuto conto che il tessuto territoriale italiano esprime, per la sua particolarità storica e geografica, altre possibili vocazioni, che potrebbero indirizzare il progetto verso modelli alternativi di sviluppo, imperniati su reti di città territoriali di dimensioni medie e piccole, su un modello imprenditoriale di piccola-media impresa diffusa, sull’attrattività turistica dei tanti luoghi di cultura, sulla necessità d’implementare e innovare gli apparati infrastrutturali, sul valore strategico della ricerca e della progettualità.

Al Congresso, che vedrà la partecipazione di autorevoli esponenti del panorama culturale, politico e imprenditoriale italiano (tra i quali Aldo Bonomi, Gabriele Buia, Carlo Calenda, Mario Cucinella) si cercherà di tracciare il percorso sul quale lavorare nei prossimi mesi, costruendo sinergie con la società civile. Il Congresso cade nel centenario dalla nascita di Bruno Zevi, architetto e critico militante che nel 1959 ha fondato l’Istituto Nazionale di Architettura, inseguendo con tenacia la sua intuizione.

A noi piace pensare, infatti, che quando ha fondato IN/Arch, Zevi (nella foto di copertina di Gianni Prà – © Fondazione IN/Arch, in compagnia di Pier Luigi Nervi) abbia inteso promuovere un soggetto autorevole in grado di stimolare e sostenere il dibattito sulla cultura architettonica in Italia come occasione di sviluppo e crescita civile. Per questo occorre autorevolezza e quindi un profilo culturale e scientifico elevato, in grado di orientare le scelte politiche ed economiche, ma occorre anche la capacità di mettere insieme più sguardi, più interessi, più competenze. Ed è per questo che l’IN/Arch accoglie tra i suoi soci architetti, ingegneri, costruttori, produttori, organizzazioni di categoria, enti pubblici e privati, studiosi, fino ai semplici cittadini che condividono l’amore per l’architettura. Perché l’architettura sia riconosciuta come portatrice di interessi collettivi e non espressione di categorie o stili.

Con questo spirito abbiamo deciso nello scorso luglio di costituire la sezione regionale del PiemonteIN/Arch Piemonte – per raccogliere energie e risorse diverse, per riaprire e dare sbocco al dibattito sull’architettura, sul progetto, sulla costruzione, sulla città, confrontando e mettendo a sistema i diversi specifici sguardi, per pensare all’architettura in modo più ampio, per abbracciare nuovi campi e nuove modalità d’azione. Questo, non solo perché il territorio, la forma della città, la qualità dei luoghi e dei manufatti che vi insistono costituisce il nucleo dei nostri interessi, ma perché questi aspetti incidono sulla vita di ciascuno e a ciascuno – nello spazio e nel tempo – offrono una rappresentazione eloquente del nostro livello di civiltà.

 

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