Premi IN/Architettura Lombardia ed Emilia-Romagna: ogni architettura è paesaggio

Premi IN/Architettura Lombardia ed Emilia-Romagna: ogni architettura è paesaggio

Un commento a margine dei 12 premi e 8 menzioni su 250 candidature

 

Published 30 aprile 2024 – © riproduzione riservata

Il Premio IN/Architettura 2023 della Lombardia e dell’Emilia-Romagna conferma una tendenza osservabile già da qualche tempo: sia nell’ambito delle nuove costruzioni che in quello della riqualificazione urbana, la qualità delle realizzazioni è evidentemente più marcata ad una scala minuta e per mano di studi di progettazione che, per necessità o per scelta, seguono in prima persona sia le fasi di progettazione che quelle di esecuzione. Il carattere delle realizzazioni è generalmente riconducibile ad un linguaggio regolato sulla rielaborazione critica di forme elementari correttamente e delicatamente inserite nel paesaggio, inteso nella sua dimensione sia territoriale che urbana. Una poetica che si potrebbe definire “minima e necessaria” che contrasta con la spasmodica ricerca del segno iconico e autoreferenziale tipico dello star system internazionale.

Il collante dei progetti selezionati s’intravede quindi in una nuova e più consapevole attenzione rivolta dalla disciplina architettonica italiana al contesto e ai luoghi. Il nostro paesaggio sedimentato e straordinario nella sua evoluzione esige riflessione e coerenza per affrontare le nuove realizzazioni o la valorizzazione del patrimonio esistente.

 

Il nostro paesaggio chiede di essere guardato

Da questo sguardo, che include un enorme palinsesto d’immagini e luoghi, molti dei quali anche feriti o comunque compromessi, è necessario partire e averne cura con empatia e sentimento. Potremmo dire: con amore. E quindi tutti – progettisti, committenti, esecutori – sono chiamati ad operare in questo senso e a riflettere immaginando il nostro futuro come una diretta conseguenza del nostro modo d’intervenire, cercando di sviluppare l’attitudine a trovare valore anche in ciò che sembra non averne, d’implementare la trasformazione tramite la contaminazione di forme e processi e di considerare ogni intervento come parte di un sistema di relazioni architettoniche, urbane o territoriali costantemente da rigenerare.

Il panorama dei progetti premiati diviene interessante anche a partire da questo tipo di lettura, che interpreta il nostro patrimonio imperfetto e medita sul suo valore traendone, in molti casi, la forza delle indicazioni progettuali. Un’attitudine speciale che parte dal riconoscere le lacune e le ferite che fanno parte della nostra storia e che possiamo sentire affini non solo al nostro patrimonio paesaggistico e culturale ma all’umana fragilità.

I premi alla carriera sono stati affidati a Francesco Borella per la Lombardia: architetto, paesaggista e urbanista che si è distinto, nel panorama della cultura architettonica italiana per aver dedicato la sua vita professionale alla riqualificazione paesaggistica e ambientale di grande scala.  Il suo lavoro ha trasformato le aree marginali e talora degradate di periferia in aree verdi pregiate attraverso sapienti interventi di ricucitura fisica e sociale dei luoghi.

Per l’Emilia-Romagna è stato premiato alla carriera Bruno Minardi, riconoscendo nella sua opera un’idea di architettura dai forti connotati anti-intellettualistici, segnata da un consapevole riavvicinamento agli elementi fondativi del costruire così come desunti dalla tradizione, dal luogo, dalla natura e più in generale dall’architettura senza architetti; in questa direzione s’ispira alle forme semplici del paesaggio industriale da cui in buona parte ha estratto alcuni riferimenti essenziali divenuti la base della sua originale produzione architettonica.

Infine, il Premio Bruno Zevi in Lombardia è andato all’Editoriale Lotus di Pierluigi Nicolin, che sin dal 1974 trasformò una rassegna di architettura in un periodico tematico bilingue. Con questa missione la rivista diventa un importante veicolo di riflessione internazionale sui problemi dell’architettura contemporanea, oltre che punto di riferimento fondamentale per molte generazioni di architetti.

In Emilia-Romagna il Premio Zevi è invece andato alla rivista online FAM, nata nel 2004 da un’idea di Carlo Quintelli, per la capacità di raccogliere ricerche, opinioni, riflessioni di elevata qualità e, quindi, poter stimolare il dibattito culturale internazionale sull’architettura e la città.

 

Premi Lombardia

 

Premi Emilia-Romagna

 

 

Autore

  • Sonia Calzoni

    Sonia Calzoni con il suo studio Calzoni Architetti in 30 anni di professione ha sviluppato progetti per residenze, uffici, spazi commerciali e per l'intrattenimento, architettura del paesaggio oltre che progetti di conservazione di edifici storici. Nel 2010 è vincitrice del concorso SEA per l'aeroporto di Malpensa con il progetto “La soglia magica”. Nel 2015 ha vinto il concorso per la realizzazione all’EUR di Roma del Nuovo Headquarter di TIM. Nel 2021 ha vinto il Concorso Internazionale ‘Novecentopiùcento’ per l’estensione del Museo del ‘900 al Secondo Arengario di piazza del Duomo a Milano. Tra i lavori completati di recente le residenze di via Silva, via Monte Rosa e via Siracusa a Milano, mentre è in fase di realizzazione il progetto per le Torri dell’EUR a Roma e le residenze di via Comelico e via Erodoto a Milano e, sempre nel capoluogo lombardo, sono in fase di progettazione l’ampliamento per il Museo del ‘900, la riqualificazione del Padiglione delle Scintille a City Life con l’antistante piazza VI Febbraio. È presidente di In-Arch sezione lombarda e insegna Progettazione architettonica e urbana della Laurea Magistrale in Architettura al Politecnico di Milano.

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