Acqua, oro blu anche per l’architettura

Il futuro è figlio del nostro tempo: ci mancherà il tempo, ci mancherà l’acqua!

 

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Published 14 marzo 2022 – © riproduzione riservata

Acqua e architettura

Un tema intrigante ma complesso da affrontare in poche righe. Quello che è certo fin dai nostri primi studi è che l’architettura e l’acqua sono elementi quasi indissolubili di un progetto, spesso ricercato e spesso banalizzato nella sua presenza. Come possiamo definire questo curioso rapporto sicuramente ci è meno chiaro, quasi intrinseco, in cui è difficile capire se stiamo lavorando con l’acqua, sull’acqua, nell’acqua o per l’acqua; forse in questa progressione è rappresentata anche l’evoluzione del rapporto tra l’architettura e l’acqua nella storia.

Indubbiamente, l’acqua ha sempre rappresentato un elemento prezioso di arricchimento del progetto con cui l’architetto ha sempre voluto dare un particolare valore, un elemento che il committente ha sempre voluto per sottolineare la sua potenza, un elemento che piano piano è diventato sempre più discreto e che ha stretto un legame sempre più invisibile all’occhio umano con l’architettura.

L’acqua oggi è il nostro bene più prezioso e insostituibile, il nostro “oro blu” di cui non possiamo fare a meno, e che troviamo evidenziato naturalmente nei nostri paesaggi o imbrigliato nelle nostre architetture. Potremmo guardare migliaia d’immagini di paesaggi naturali o trasformati dalla mano dell’uomo con l’inserimento di architetture in rapporto con l’acqua trasformandole così in un nuovo paesaggio agricolo o urbano; quello che non possiamo invece vedere con altrettanta facilità e dissolutezza a occhio nudo è come l’acqua sia diventata così importante per lo sviluppo sostenibile e per il futuro dell’uomo. L’oro blu non potrà più essere nelle nostre architetture un elemento di distinzione o affermazione di una qualità estetica o di potenza, ma dovrà fare i conti con la sua presenza quale elemento di valore aggiunto in tema di ambiente, energia e risorsa; questa la nuova chiave di lettura tra acqua e architettura come naturale evoluzione della storia e della qualità della vita che il costruito da sempre rappresenta e che distingue la qualità dei nostri progetti e la particolarità del nostro ruolo.

 

L’acqua, “impronta ecologica” del progetto

Spesso non pensiamo al fatto che già dal nostro primo gesto di matita sul foglio bianco, quando approcciamo preliminarmente al progetto, abbiamo già fatto una scelta sul valore dell’acqua; un gesto inconsapevolmente naturale che poi dovrà però soffermarsi al valore dell’acqua nel momento del progetto esecutivo con la scelta dei materiali, con lo sviluppo del cantiere, con la consegna del lavoro finito al committente che lo utilizzerà e che dovrà farne la giusta manutenzione per preservarne la qualità. L’acqua è in quei materiali che noi scegliamo e nel suo processo produttivo; l’acqua è nel cantiere che serve a costruire l’edificio; l’acqua è nelle scelte bioclimatiche o impiantistiche; l’acqua è nell’uso quotidiano di chi ci abiterà.

Sin dall’inizio delle scelte progettuali dobbiamo interrogarci su quanta di quest’acqua possiamo “non sprecare” nel ciclo di vita dell’architettura nel suo tempo più o meno lungo, rendendola funzionale a ognuno dei suoi momenti. Questo non significa impoverire il nostro progetto; anzi, significa dare un valore a ciascuno dei suoi elementi con scelte intelligenti e ponderate, che vanno oltre il valore della pura estetica. I nostri clienti del futuro saranno le giovani generazioni che guarderanno oltre la facciata e oltre la prima pelle immediatamente visibile; essi ci chiederanno quale sarà la seconda vita del nostro progetto e noi dovremo saper dare le giuste risposte anche e soprattutto sull’acqua.

 

L’acqua e il futuro

Ecco come il legame indissolubile tra acqua e architettura s’innova per guardare a un futuro diverso, senza rinnegare la sua storia e la sua evoluzione. Pensare che ogni cosa sia figlia del proprio tempo è oggi forse un errore. Il tempo, come l’acqua, è un bene prezioso. Cambiamo paradigma e iniziamo a pensare: il futuro è figlio del nostro tempo … ci mancherà il tempo, ci mancherà l’acqua!

 

Autore

Nato a Engelberg (Svizzera) nel 1968, è architetto e designer. Nel 1995 si laurea presso la Facoltà di Architettura di Firenze e nel 1996 fonda lo “Studio di Architettura Daniele Menichini”, che si occupa di progettazione, interni, allestimenti, design e comunicazione visiva. Alla ricerca teorica affianca l'impegno nel campo dell’architettura dedicandosi allo studio delle problematiche dell’abitare e del vivere contemporaneo. È presidente di IN/Arch Toscana e di Green Hub. È stato parte del team curatoriale del Padiglione Italia “Comunità Resilienti” alla 17° Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia

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