IFLA Europe, obiettivo paesaggi rurali

I vincitori del concorso fotografico promosso per sensibilizzare su un tema spesso poco compreso

 

Published 7 dicembre 2022 – © riproduzione riservata

L’International Federation of Landscape Architects (IFLA Europe) ha lanciato a gennaio un concorso fotografico per sensibilizzare un sempre più largo pubblico sul tema del paesaggio rurale, oggi perlopiù trattato da esperti del settore. In particolare, l’apparente dicotomia tra la funzionalità di tali paesaggi e la loro valenza culturale, identitaria ed estetica ne limita spesso la comprensione. In realtà, i paesaggi rurali occupano più del 39% del territorio UE. Sono il risultato della costante interazione tra uomo e natura e rappresentano un’estesa infrastruttura ecologica, se coltivati con tecniche sostenibili.

Chiunque poteva inviare una foto di un paesaggio rurale europeo e una breve descrizione del relativo sistema agrosilvopastorale, per farne comprendere la peculiarità e la rispondenza ai criteri del programma GIAHS della FAO, ovvero sicurezza alimentare, agrobiodiversità, saperi locali e tradizionali, culture, sistemi di valori sociali e caratteristiche del paesaggio.

 

I partecipanti

51 candidature da 17 paesi hanno restituito un quadro molto articolato. Nettamente prevalenti le foto provenienti dai paesi mediterranei, più vicini ancora a una tradizione agricola, mentre meno scontato è stato l’apporto dei paesi centro e nordeuropei, con immagini a volte stranianti, dove in varie foto il paesaggio rurale è una grande metafora, che racconta quello che è successo dopo la trasformazione verso ulteriori usi, come la produzione energetica o il turismo.

Eppure è potente il racconto di una sola immagine, che riesce a restituire una complessità profonda e spesso poco evidente, che narra di grandi aziende o piccole proprietà, con persone che abitano e lavorano la terra; esprimono un’immagine di socialità, d’identità che non è solo attività economica, ma scelta di vita. I vari momenti della giornata, le relative luci, i colori stagionali, dove piante, animali e uomini compongono una realtà fatta di agricoltura, viva e fiera nonostante le minacce di abbandono e urbanizzazione.

I paesaggi più fotografati sono stati quelli legati alla pastorizia e gli agroecosistemi, in cui diverse forme di uso del suolo si completano e, al contrario dell’esasperata specializzazione della monocoltura, definiscono un paesaggio articolato che garantisce la sussistenza alle comunità.

In particolare, il paesaggio del vino è declinato dai vigneti terrazzati delle Alpi sino alle isole vulcaniche, esprimendo un legame imprescindibile tra uomo e paesaggio, mosso non solo da bisogni reali e pressanti come la sopravvivenza, ma anche dalla creatività. Tanti scatti fotografici fanno emergere che, laddove coincidono e si esaltano utilità e bellezza, i paesaggi sono evidente espressione di agri-cultura.

 

I vincitori

La giuria, composta da rappresentanti di FAO, Consiglio d’Europa, IUCN, EUCALAND e IFLA Europe, ha proclamato vincitore “Corkage in the Dehesas of Extremadura” di Álvaro Casanova, un grande agroecosistema a cavallo tra Spagna e Portogallo fondato sulla foresta che produce sughero, legname, colture agricole, allevamento suino e bovino. Al 2° posto “Wonders of Lanzarote” di Iuliana Pavalan, con i suoi vigneti scavati nella lava raffreddata del vulcano, con ricami di bassi muretti in pietra per proteggere le vigne dal vento atlantico e raccogliere l’umidità. Ex aequo al 3° posto “Stove columns landscape” di Enrico Pomatto e “Valle di Cembra – Emblem of Heroic Viticulture” di Mara Lona, qui in ambito alpino. Nel paesaggio piemontese, i terrazzamenti sono stati realizzati non solo per poter coltivare le sassose pendici montane, ma le colonne del pergolato hanno la funzione di “stufe”, per portare a maturazione i grappoli anche a quote alte. Nell’immagine della trentina Valle di Cembra, le curve di livello dei terrazzamenti portano lo sguardo verso la montagna sullo sfondo, che aiuta a definire il paesaggio unico con i vigneti coltivati con la pergola locale.

Da parte di IFLA, con grande aspettativa è attesa la nuova politica agricola comune per il prossimo quinquennio, onde comprendere come ogni stato membro riuscirà a trasferire nelle sue politiche una visione ecosistemica di una modalità produttiva che non è solo un’importante realtà economica ma anche un mondo di socialità, relazioni, cura al territorio, produzione di servizi ecosistemici e, in sintesi, di paesaggi di qualità.

 

Autore

Partner fondatrice di PN Studio PROGETTO NATURA, svolge attività di consulenza ambientale e progettazione paesaggistica alle varie scale, anche in contesti internazionali, in particolare aree verdi, reti ecologiche, verde terapeutico, agricoltura rigenerativa e riqualificazione del paesaggio. Socia AIAPP, è delegata nazionale per i paesaggi rurali tradizionali, Chair del gruppo di lavoro “Agricultural Landscapes” di IFLA Europe e delegata per la regione Europa di IFLA World. Insegna Applied Botany in Landscape Design Studio al Politecnico di Milano. Ha pubblicato oltre cento tra contributi scientifici e articoli per riviste specializzate, diversi libri, tra cui nel 2019 “Oro verde. Quanto vale la natura in città” e nel 2021 “The cost of nature: implementation, management and maintenance costs for NBS, in NBS for more sustainable cities”.

Related Posts

Un convegno curato da AIAPP affianca l’assemblea generale dell'International Federation of...

Report dalla XII edizione del festival "I Maestri del Paesaggio", che ha ospitato la tavola rotonda...

Prioritario è rivedere i consumi e combattere il degrado del territorio, causa del dissesto...

Leave a Reply