Nuova legge urbanistica, avanza il lavoro in vista del 31° congresso nazionale

La diffusione dei sistemi informativi territoriali, l’evoluzione delle forme della partecipazione e l’aggiornamento degli standard urbanistici sono alcuni dei punti qualificanti che saranno discussi a Bologna

 

Published 19 luglio 2022 – © riproduzione riservata

Prospettare un sistema di pianificazione in grado di confrontarsi con città e territori profondamente diversi e con gli obiettivi della transizione ecologica con strumenti essenziali ed efficaci, la cui formulazione si avvale del contributo innovativo della legislazione regionale e delle sperimentazioni urbanistiche di maggiore qualità e successo operate alla scala comunale. È l’orizzonte della proposta di legge di principi sul governo del territorio che l’Istituto Nazionale di Urbanistica presenterà nel corso del suo 31° Congresso nazionale, che si svolgerà a Bologna dal 17 al 19 novembre.

 

I punti qualificanti

Il Consiglio direttivo nazionale dell’INU ne ha definito alcuni punti qualificanti che saranno approfonditi e discussi dai gruppi di lavoro appositamente costituiti, dalle sezioni regionali, dai soci dell’INU, con l’intento di aprire il dibattito a qualificati contributi esterni. I punti sono i seguenti:

  • lo sviluppo, la diffusione e il coordinamento dei sistemi informativi territoriali, avvalendosi delle più avanzate opportunità tecnologiche e conoscitive
  • l’integrazione della programmazione nel governo del territorio, per assicurare la rapida ed efficace attuazione delle politiche pubbliche
  • l’adozione di misure atte a limitare il consumo di suolo e a garantire la fornitura dei servizi ecosistemici, incidendo su un ampio spettro di strumenti che vanno dalla dimensione regolativa a quella incentivante e fiscale
  • la promozione di una maggiore convergenza e coerenza delle pianificazioni separate con quella territoriale ed urbanistica, al fine di evitare che il governo del territorio non risulti paralizzato dal moltiplicarsi dei centri decisionali e dalla conflittualità degli interessi
  • la ridefinizione dei compiti e delle responsabilità relative ai diversi livelli della pianificazione, in coerenza con il principio di sussidiarietà
  • la previsione di un nuovo tipo di piano urbanistico, che sia in grado di favorire i processi di rigenerazione urbana sia alla scala minuta degli adeguamenti energetici, sismici ed ecologici, sia a quella urbanistica delle aree dismesse e degradate, sia infine a quella territoriale, con particolare riferimento al greening delle reti infrastrutturali, dei servizi sociali e della città pubblica
  • l’aggiornamento degli standard urbanistici, garantendo l’equilibrio tra il perseguimento dei livelli essenziali delle prestazioni e l’adattamento alle situazioni regionali
  • la soluzione delle molteplici controversie giuridiche che ruotano intorno alla perequazione, alla compensazione, agli accordi pubblico-privato per legittimarli nella trasparenza e nel perseguimento dell’interesse pubblico
  • l’evoluzione delle forme della partecipazione dei cittadini, garantendo il loro accesso alle sedi in cui si pratica e il pieno coinvolgimento nel processo di formazione delle decisioni

 

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