In vista del PNRR: la buona pratica delle agenzie di urbanistica francesi

Un incontro promosso da INU con la Federazione nazionale delle agenzie d’urbanistica francesi ha approfondito ruoli e compiti con lo scopo di indirizzare l’impostazione della governance del Piano

 

L’incontro del 18 maggio, organizzato dall’Istituto Nazionale di Urbanistica con la Federazione nazionale delle agenzie d’urbanistica francesi ha permesso di mettere a fuoco vari punti di rilievo per la governance del PNRR.

Un deficit sollevato da vari documenti di valutazione dell’attuazione delle politiche di sviluppo riguarda la capacità locale di individuare strategie verso le quali far convergere in maniera organica e ordinata gli investimenti e i progetti di opere pubbliche. Più che carenza di abilità e di competenza, si tratta della pura e semplice sottovalutazione e ignoranza di questa necessità. Per certi versi, la si fa evaporare nella politica, ritenendo sufficiente e legittima la rappresentanza degli interessi dei cittadini e l’arena politica come luogo di mediazione, prevalenza e decisioni.

In ragione di quest’approccio, la presenza di una componente tecnica risulta piuttosto d’impaccio, in special modo quando si configura con un aspetto corporativo o partigiano, andando a rafforzare alcuna delle parti in causa. Un modo, al contrario, per forzare con competenza e informazione questo processo decisionale si è avuto attraverso la militanza di quei gruppi di tecnici fautori dei processi deliberativi, la cui azione ha puntato anche all’ampliamento dell’arena democratica.

Indipendentemente dalle molteplici difficoltà, istituzioni di ampliamento delle competenze urbanistiche e pianificatorie hanno anche avuto il merito di introdurre maggiori conoscenze e fare in modo che le scelte di trasformazione urbana fossero meglio meditate. Alle competenze tecniche, nonostante i loro limiti, va comunque riconosciuta una certa capacità di previsione degli effetti delle politiche nella loro applicazione concreta a contesti specifici. Se manca questo lavoro di articolazione e territorializzazione, linee d’intervento provenienti dalla Commissione Europea, dal governo nazionale o perfino dalle Regioni possono perdere di efficacia nell’intercettare attori effettivamente mobilitabili e risorse disponibili, nonché cogliere opportunità realmente esistenti. Nella prospettiva del PNRR, si acutizza ancora di più la combinazione locale delle politiche settoriali specialmente nelle regioni interessate anche dai fondi delle politiche di coesione.

La natura di questi compiti fa emergere i limiti di associazioni, iniziative, eventi che meritoriamente e con grande impegno spesso volontario e straordinario hanno costellato la nostra penisola all’insegna della divulgazione ed elaborazione di strategie di sviluppo sostenibile.

Una prima esigenza è quella della stabilità e della lunga durata. Il tempo è requisito indispensabile perché si acquisisca la conoscenza delle dinamiche territoriali e delle pratiche di cambiamento dettate o meno dalle politiche pubbliche. Questo suppone che l’organizzazione non sia semplice osservatrice del territorio e abbia le competenze per la raccolta dei dati e degli indicatori significative per interpretarlo, ma che si ponga come attore cooperativo con gli altri e misuri attraverso questo sua partecipazione le modalità del cambiamento. La funzione attoriale implica un sistema di relazioni che anch’esse hanno bisogno di una adeguata dimensione temporale in grado di far consolidare i rapporti di fiducia e di stima sempre verificate in prassi.

Arriviamo così ad un punto molto delicato: come l’agenzia si inserisce in un sistema amministrativo già sufficientemente popolato in termini di poteri e responsabilità, e dentro un mercato del lavoro professionale già asfittico?

Il punto di partenza è comunque il riconoscimento che le sue funzioni per molti motivi non possono essere svolte dagli enti locali esistenti, i quali sono, specialmente se piccoli e con notevoli carenze di personale, assorbiti dall’espletamento dei compiti urgenti e indifferibili. Poi, l’agenzia deve essere sentita come una propria emanazione e uno strumento utile su cui contare. In questo senso l’associazione all’ente, come attuato dal PIM, appare la forma più efficace. A sua volta l’associazione di vari comuni e altri enti prospetta un’altra importante potenzialità di cui sentiamo grande bisogno, ovvero quello di lavorare nella dimensione sovracomunale. Questo si presenta come un requisito indispensabile della transizione ecologica.

A loro volta i professionisti devono vedere nell’agenzia non solamente una nuova opportunità d’impiego autonomo e di prestigio, ma anche come uno strumento per allargare la domanda di lavoro professionale.

 

La registrazione del webinar è disponibile al seguente link:
youtube.com/watch?v=Q2QQfa-7Toc&t=8312s

Il programma del webinar è disponibile al seguente link:
inu.it/wp-content/uploads/programma-def-webinar-18-maggio-2021.pdf

Materiale sulle agenzie di urbanistica:
inu.it/wp-content/uploads/guide-afd-fnau-it-bd.pdf

 

Autore

Già professore ordinario di urbanistica del DiArc dell’Università Federico II di Napoli, ha coordinato il corso di Pianificazione Territoriale Urbanistica e Paesaggistico-Ambientale e il master in Urbanistica forense. È stato direttore del Dipartimento di Urbanistica. È segretario generale dell’INU. È stato membro fondatore della Società italiana degli urbanisti e vicepresidente di Metrex, membro dell’Association of European Schools of Planning. È stato assessore all’urbanistica nella Provincia di Napoli, nel Comune di Caserta e di Afragola. Ricerca sulla pianificazione strategica, teoria della pianificazione, aree metropolitane, sostenibilità ambientale con 12 monografie, 27 curatele, 153 contribuzioni e 127 articoli. Dirige la collana Accademia di INU Edizioni. È consulente di diversi enti locali.

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