L’AIAPP e l’architettura del paesaggio in Italia: 70 anni di storia

 

La collaborazione tra l’Associazione Italiana Architettura del Paesaggio e il Giornale dell’Architettura prende avvio con la celebrazione dei primi 70 anni di attività di un organismo nazionale che lo scorso anno ha rinnovato il suo consiglio e le sue cariche

 

Nel 1948 Sir Geoffrey Jellicoe (1900-1996) fonda a Cambridge, insieme ai più prestigiosi paesaggisti del mondo, l’IFLA (International Federation of Landscape Architects)Pietro Porcinai ed Elena Luzzato partecipano alla nascita di questo organismo internazionale e tornano in Italia con la missione di dare vita all’Associazione dei paesaggisti italiani. La nuova organizzazione avrà due obiettivi principali: il riconoscimento della professione di paesaggista e l’istituzione di corsi di laurea in Paesaggistica.

 

La nascita dell’Associazione Italiana degli Architetti del Giardino e del Paesaggio e i primi anni

Il 15 marzo 1950 la Casina dell’orologio a Villa Borghese (Roma) ospita la fondazione dell’Associazione Italiana degli Architetti del Giardino e del Paesaggio. Vincenzo Rivera viene eletto presidente, mentre Elvezio Ricci ne diventa segretario. All’atto erano presenti 10 paesaggisti, fra cui Raffaele De Vico e Michele Busiri Vici, ma dopo la sottoscrizione dell’atto costitutivo poco o nulla viene fatto per quasi 15 anni. Nel 1964 la disponibilità di Bruno Zevi e dell’IN/Arch favoriscono a Roma il rilancio dell’associazione. Viene eletto presidente Valerio Giacomini, mentre ne sono vice presidente e segretario rispettivamente Maria Teresa Parpagliolo e Pietro Porcinai, il più importante paesaggista italiano del Novecento. Le uniche attività svolte sono le saltuarie riunioni attraverso le quali i soci più attivi invitano i professionisti impegnati nella progettazione e pianificazione del verde a fare parte dell’associazione. Fra questi si segnalano Zevi, Fausto Bagatti Valsecchi e Ferrante Gorian. Ma anche Mario Ghio e Vittoria Calzolari, che conducono le prime ricerche sul verde in città su cui si produrranno gli standard urbanistici oggi ancora in vigore, mentre Guido Ferrara, tra i padri fondatori della disciplina, pubblica l’Architettura del paesaggio italiano, un libro dall’approccio moderno alla lettura del paesaggio.

 

Il definitivo rilancio dell’Associazione dei paesaggisti italiani e i primi convegni

Il 23 maggio 1979 l’associazione viene definitivamente rilanciata all’Istituto Botanico di Roma. Molti giovani paesaggisti diventano soci e la sua attività inizia una crescita giunta fino ai giorni nostri. Nel 1980 cambia nome, diventando Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio (AIAP), segna un aumento costante del numero dei soci ed elegge i presidenti alle scadenze statutarie. Nel gennaio 1981 lo scomparso Giacomini viene sostituito da Ferrara. Il nuovo presidente chiama tutti i soci più autorevoli a un confronto sulla progettazione del verde urbano che si svolge in un seminario a Sestri Levante (12-14 febbraio 1982): partecipano F. Gorian, P. Porcinai, G. Pirrone, A. Gulì, G.L. Reggio, A. Cagnardi, M. Pozzoli, A. Tagliolini, K. Vezzoli, E. Malara e V. Romani. Dal convegno emergono approcci diversi, talvolta opposti, sulla progettazione paesaggistica. L’anno successivo, l’AIAP organizza a Vicenza il suo secondo convegno: intitolato «Recupero del verde urbano d’uso pubblico», è aperto a tutti e registra una grande partecipazione. Dai dibattiti risulta chiaro che in Italia la paesaggistica, per i suoi temi e la sua attività, è materia che calamita l’attenzione di molti professionisti. Il prestigio dell’AIAP cresce, anche se le due anime dell’associazione, i progettisti di giardini e i pianificatori, convivono talvolta con difficoltà. Dopo la presidenza di Ferrara, l’associazione ha difficoltà a dotarsi di un assetto in grado di gestire una crescita esponenziale. L’impasse si supera solo con Gilberto Oneto, con cui l’AIAP riesce a darsi un’organizzazione strutturata e diventa definitivamente AIAPP.

 

Da AIAP a AIAPP: le principali tappe della storia recente

Sebbene non si possa identificare la vita della paesaggistica in Italia con quella dell’AIAPP, l’associazione per anni è stata un punto di riferimento e raccolta dei più autorevoli paesaggisti, docenti universitari e studiosi italiani. Nel 1986 organizza a Genova, alla presenza del sottosegretario Giuseppe Galasso, un importante convegno sull’omonima legge, che superava la vecchia legislazione del 1939 sui piani paesaggistici. I protagonisti della progettazione paesaggistica e della redazione dei piani paesaggistici sono gli urbanisti (come lo sono tutt’ora), sebbene certamente alcuni paesaggisti ci si dedichino. Nel 1986 scompare Porcinai e l’AIAPP gli dedica un numero monografico del suo “Notiziario”, dando avvio a studi sulla sua figura che oggi sono innumerevoli.

 

Gli anni novanta e i primi anni Duemila

Un’ormai ben strutturata AIAPP nel 1996 decide di ospitare il Congresso dell’IFLA. Firenze accoglie così dal 12 al 15 ottobre un indimenticabile evento che fa conoscere l’associazione ad ampi settori delle professioni e delle pubbliche amministrazioni. A dicembre 1998 si pubblica il primo numero della rivista «Architettura del Paesaggio», diretta da Alessandro Tagliolini. Dal 1994 al 2009 l’AIAPP è un solido punto di riferimento per l’architettura del paesaggio italiana. In questi 15 anni è guidata dai padri nobili della paesaggistica italiana (Ferrara, Carlo Bruschi, Annalisa Calcagno Maniglio) e vede realizzati gli obiettivi per i quali era nata:

  • il titolo di paesaggista viene riconosciuto ufficialmente, anche se in una modalità poco condivisa dall’AIAPP (DPR 328/2001)
  • nascono in tutta Italia i corsi di laurea in Architettura del Paesaggio
  • la rivista «Architettura del Paesaggio» taglia il traguardo dei 20 anni di attività, vissuti attraverso alterne vicende, cambi di case editrici e direttori, ma rimanendo la più prestigiosa rivista che si occupa esclusivamente di architettura del paesaggio.

 

2009-16: verso l’IFLA World Congress di Torino

Nel 2009 arriva la seconda svolta. La nuova generazione formata nelle prime scuole di Architettura del Paesaggio si fa carico di gestire l’AIAPP e imprime un impulso vitale in perfetta sintonia con una realtà del paese che era cambiata. Viene eletto un nuovo presidente, Paolo Villa: brillante paesaggista, entusiasta e ricco di idee, attiva numerose iniziative che rinnovano l’AIAPP radicalmente. La terza generazione del paesaggismo italiano oramai in una fase produttiva e matura pubblica i progetti di quasi 300 soci nel volume Architettura del paesaggio italiano, curato da Villa e Anna Letizia Monti. Nel 2012 Torino si aggiudica l’organizzazione del Congresso mondiale del 2016. L’allora presidente Anna Letizia Monti ha avuto la straordinaria capacità di attivare tutte le migliori energie presenti nell’associazione così che l’IFLA World Congress 2016 di Torino risulta un grande successo internazionale con circa 1.000 partecipanti da 60 nazioni.

 

Gli ultimi anni

Nel giugno 2016 Luigino Pirola diventa guida di AIAPP. La sua presidenza si caratterizza per la costruzione della rete di alleanze con scuole, enti e associazioni che nel 2019 porta alla Dichiarazione di Matera. Dal 2019 AIAPP è presieduto da Maria Cristina Tullio.

 

 

Autore

Professore di Architettura del Paesaggio all’Università degli Studi di Firenze. Già presidente del Corso di laurea magistrale in Architettura del Paesaggio (2013-2017), coordinatore del Master in Paesaggistica di secondo livello (2008-2013), è impegnato da più di 40 anni a promuovere l’architettura del paesaggio in Italia attraverso la didattica, la ricerca, la divulgazione scientifica nonché l’attività professionale. Ha pubblicato più di 500 saggi e articoli fra i quali Parchi e giardini contemporanei, premio Grinzane Cavour - Giardini Hanbury 2002. L’ultimo saggio edito è Maestri di Paesaggistica II (con Emanuela Paglia, 2019)

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