Roma, il nostro impegno per cambiare rotta

Il presidente Amedeo Schiattarella illustra il coinvolgimento di IN/Arch Lazio perché giunga a buon fine il doppio concorso sugli spazi pubblici bandito dal II Municipio

 

In presenza di fenomeni che vedono una sempre più crescente concentrazione di popolazione all’interno delle aree urbane del mondo (si prevede addirittura che il 70% del genere umano nei prossimi 20 anni vivrà nelle città), la qualità di vita degli ambienti costruiti diventa una priorità assoluta. Si può sostenere con qualche ragione che siamo di fronte ad una vera e propria mutazione genetica che ha trasformato l’homo sapiens in homo urbanus, ovvero in un essere vivente che trova nella dimensione urbana la propria condizione naturale di vita. Proprio la “necessità” per l’uomo di vivere in ambiente urbano trasforma la qualità dello stesso da fattore sovrastrutturale in un vero e proprio bisogno e, quindi, in un diritto irrinunciabile. Per questa ragione, alla stregua di chi si impegna nella tutela dell’ambiente naturale, oggi sempre di più è necessario garantire la vivibilità degli spazi della città in modo da corrispondere ai bisogni dei cittadini.

In questo senso le responsabilità maggiori gravano sulle spalle delle pubbliche amministrazioni che, con le loro strategie programmatiche, hanno l’obbligo di declinare queste trasformazioni attraverso vie esemplari che determinino i modi di questa opera di riqualificazione. Nel campo delle opere pubbliche, cui viene affidato questo compito d’indirizzo degli incarichi di progettazione, ad oggi, è necessario seguire procedure di evidenza pubblica: gara di progettazione (che definisce parametri quantitativi per la selezione dei vincitori), o concorsi di architettura (nelle varie declinazioni).

La prima procedura, in realtà, è propria della concorrenzialità del mondo degli imprenditori e degli appalti di servizi, ed è stata applicata nella sfera della progettazione attraverso un’equazione (distorta) che ha visto omologare la nostra attività a quella delle imprese. Se qualità non è solo alto livello di tecnicità, il confronto non può avvenire su base curriculare o su quella delle offerte “economicamente più vantaggiose”, ma esclusivamente sulla base di un “concept” che illustri in modo esplicito la soluzione architettonica possibile, sia in termini funzionali che qualitativi.

Non resta quindi altra strada che quella del concorso di progettazione, che rimane, nella nostra opinione, l’unico modo per selezionare il progettista a cui affidare l’incarico d’ideazione e definizione dell’opera, esercitando il controllo che la sua esecuzione avvenga in modo coerente con quanto previsto.

Come IN/Arch Lazio abbiamo ritenuto nostro dovere creare le condizioni perché si potessero determinare nuove opportunità per la città. Abbiamo trovato facile convergenza con l’Ordine degli Architetti di Roma e con il II Municipio che, seguendo le proprie strategie, avevano maturato analoghe considerazioni. Insieme, si è così deciso di creare, a partire dalle necessità del territorio, due occasioni di riqualificazione da usare come test per verificare la possibilità di iniziare una stagione di nuova concorrenzialità per Roma.

La scelta è caduta su due piazze, oggi due “non luoghi” di notevole potenzialità, essendo l’una inserita nel cuore del Villaggio olimpico ed in prossimità dell’auditorium del Parco della musica, l’altra sul fronte del cimitero monumentale del Verano e della Basilica di San Lorenzo fuori le mura. Si tratta di due concorsi che hanno già previsto nel piano economico lo stanziamento delle risorse per l’attuazione dei progetti vincitori (messe a disposizione dallo stesso II Municipio) e, quindi, non sono destinati ad aumentare il numero delle carte che inutilmente giacciono nei cassetti di troppe amministrazioni.

Il nostro compito non finisce con la redazione del bando. Adesso è il momento di verificare. Verificare che le opere arrivino a concreta attuazione.

Crediamo nel concorso ed intendiamo dimostrare che non esiste altra strada percorribile. Non possiamo perdere un’altra occasione e dobbiamo necessariamente avere fiducia nella capacità di controllo delle commissioni, nella serietà dei professionisti che si atterranno alla necessaria concretezza della proposta rispettando rigorosamente le risorse economiche messe a disposizione dalla pubblica amministrazione.

Sappiamo che il II Municipio intende realizzare queste due piazze. Il successo di questa iniziativa può aprire la strada ad analoghe iniziative in altri Municipi della Capitale. Crediamo che sia possibile cambiare rotta e che si può scommettere sul futuro.

 

In copertina: Claudia Clementini (capogruppo), Lorenza Bartolazzi, Assia Del Favero, Laura Giusti: progetto vincitore del concorso per la riqualificazione del piazzale del Verano

Sito web dei due concorsi: https://ordine.architettiroma.it/attivita-ordine/progettazione-per-opere-di-pedonalizzazione-e-riqualificazione-nel-territorio-del-municipio-ii/

Leggi anche il report sui sei concorsi recentemente aggiudicati nella capitale: Roma, la primavera dei concorsi

 

Chi è l’autore
Amedeo Schiattarella (Roma, 1943). Laureato in Architettura nel 1969 presso l’Università La Sapienza di Roma, dal 1970 è iscritto all’Ordine degli Architetti di Roma e Provincia, di cui è stato presidente dal 1999 al 2013. Nel 1989 fonda lo Studio Schiattarella, che diviene nel 2009 Schiattarella e Associati: lo studio ha all’attivo negli ultimi 15 anni più di 100 progetti in Europa, Est Asiatico e Medio Oriente. Fondatore della Casa dell’Architettura di Roma, è presidente dell’International Academy of Architecture e di In/Arch Lazio. Nel 2005 è stato insignito del titolo di Officier de l’Ordre des Arts et des Lettres dal Ministro della Cultura della Repubblica Francese. Le sue opere sono state pubblicate da numerose riviste nazionali ed internazionali ricevendo importanti riconoscimenti (Iconic Award, American Architecture Prize) e sono state realizzate, oltre che in Italia, in Corea del Sud, Arabia Saudita e Giappone.
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