Bari deve riscoprire il suo mare

 

Il presidente della sezione Puglia illustra il contributo di In/Arch al processo di riqualificazione del waterfront attraverso un concorso internazionale e sette gare di affidamento lavori

 

BARI. Quei 42 km di costa hanno sempre rappresentato un limite, un confine oltre il quale nemmeno lo sguardo poteva andare. Non c’erano spazi pubblici di relazione, bar o ristoranti; nulla che consentisse ai baresi di rapportarsi con il mare, di poterlo osservare da un tavolino, o distesi in un giardino. E così, stretta tra cesura della ferrovia e il sovradimensionato lungomare realizzato durante il ventennio fascista, la città non è mai riuscita a ricongiungersi con il suo amato mare e, quindi, a ritrovare l’identità perduta. L’obiettivo è dunque far ritornare Bari una città sul mare e non solo una città col mare!

Sono queste le motivazioni che hanno spinto il gruppo direttivo In/Arch Puglia, sostenuti dall’ANCE BA/BAT, a stimolare un dialogo serrato con l’attuale amministrazione rilanciando il tema del rapporto tra la città ed il mare. Non potendo addivenire ad una riprogettazione integrale di tutto il fronte mare, si è pensato di procedere innescando dei “focolai” che potessero diventare da stimolo a riqualificazioni ben più ampie.

Sono state pertanto elaborate 8 strategie progettuali che rispondono ad altrettante morfologie urbane presenti non solo lungo la costa di Bari, ma anche su tutta l’area metropolitana. Si è focalizzata l’attenzione alla relazione fra il mare e il territorio ad esso prospiciente in funzione dei diversi e ricorrenti caratteri dello stesso, analizzando nello specifico il rapporto che le aree costiere possono avere con: la città antica, le antiche marine, porzioni di città moderna, le coste alte e soggette a dissesti idrogeologici, le zone attrezzate per il tempo libero e la mobilità sostenibile.

Grazie al lavoro svolto, l’amministrazione comunale è riuscita ad accedere a finanziamenti messi a disposizione dallo Stato (8 milioni dai Fondi PON METRO e 16 milioni dai Fondi per le aree metropolitane) per oltre 24 milioni. Attraverso tali risorse il Comune ha bandito un concorso internazionale di progettazione, per un importo lavori di circa 8 milioni, e 7 gare di affidamento sotto soglia. Il concorso, fortemente voluto dalla sezione pugliese dell’In/Arch, riguardava una porzione molto importante della città, il luogo in cui il mare si avvicina e lambisce il centro storico. I lavori della commissione, presieduta da Stefano Boeri, hanno esaminato i progetti di 16 gruppi provenienti da tutta Europa, assegnando il primo premio allo studio di architettura Sylos Labini che, attraverso un intervento rispettoso dei luoghi ricrea, grazie a nuovi assi visivi e di percorrenza, una significativa relazione tra il centro storico ed il mare; recupera il vecchio mercato del pesce con la funzione di museo del mare e riconnette la zona del neonato Polo museale all’area portuale.

Dopo anni di assenza totale di progettualità, la città di Bari attraverso questo esperimento, nato nel 2016 e completato nel 2017, ha visto il completarsi della fase concorsuale, con il relativo affidamento dell’incarico e la consegna del progetto preliminare, e per i restanti sette siti la consegna dei relativi progetti. Nel 2019 la sezione regionale dell’In/Arch organizzerà incontri tesi a monitorare la progressione dei progetti in corso e soprattutto a mostrarne i contenuti alla cittadinanza. In considerazione dei risultati, è evidente che la stretta collaborazione tra il mondo dell’economia (ANCE e Confindustria), della politica (amministrazione comunale) e della conoscenza (In/Arch) ha prodotto un esempio di “buona pratica” che, se riprodotto, potrebbe garantire un processo di sviluppo virtuoso dei nostri territori.

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